Diciamola brutalmente, così come viene sussurrata spesso dopo qualche giro di parole: «ma quindi sulle isole local non si può bere manco una birretta?». No, niente assoluto. Ed è cento volte meglio scoprirlo ora, leggendo queste righe, piuttosto che scoprirlo al check-in con in valigia un paio di bottiglie di prosecco che finiranno dritte nel deposito della dogana in aeroporto. La questione alcol è di gran lunga il dubbio più gettonato per chi è in procinto di scegliere un'isola abitata, e di sicuro si merita una risposta bella tonda senza svicolare troppo nei soliti paragrafi vaghi.
Alla fine dei conti, le Maldive sono così: una nazione rigorosamente musulmana, e la legge impone il divieto assoluto di vendita e consumo di alcolici su tutte le isole abitate. E sì, vale anche per le guesthouse e per i turisti, senza sconti o scappatoie. Ad avere l'esclusiva per l'alcol ci pensano i resort, che si trovano su isole private dotate di una licenza ad hoc: parliamo dei classici due mondi che viaggiano paralleli, e l'approccio alla bottiglia ne fa da specchio. Insomma, trovate da una parte le Maldive in cui il gin tonic sorseggiato guardando il tramonto sembra quasi un diritto di nascita, e dall'altra quelle dove le sfumature rosse all'orizzonte si godono con un dissetante succo di mango in mano. Spesso separate solo da venti minuti di barca.
Questa guida affronta la questione di petto: vi diciamo cosa prevede la normativa (e cosa implica nella pratica), le conseguenze in dogana, le soluzioni se proprio vi va del bere legale sulle isole local e, soprattutto, quel dettaglio che troppi omettono — ossia quanto, alla fin dei conti, faccia bene staccarsi dai drink per incrociare lo stile sobrio del clima maldiviano. Dopo questa lettura, avrete in mano chiara ogni prospettiva, o come organizzarvi casomai per voi l'alcol sia decisamente essenziale.
- Sulle isole local l'alcol è vietato per legge: niente vendita, niente consumo, nemmeno in camera. Vale per tutti, turisti inclusi, e non ci sono eccezioni festive.
- Non si può nemmeno portare: l'importazione di alcolici è proibita. Le bottiglie comprate al duty-free vengono custodite in dogana e restituite alla partenza.
- Dove si beve legalmente: nei resort (isole private con licenza), sulle barche autorizzate ancorate al largo e, vicino ad alcune isole, sui bar galleggianti raggiungibili in gommone.
- La soluzione per chi non rinuncia: la formula mista, con qualche notte in resort dentro il viaggio. Oppure un'isola con floating bar o resort vicini per la serata giusta.
- Il lato inatteso: col caldo equatoriale e le giornate in acqua, moltissimi viaggiatori scoprono di non sentirne la mancanza. I succhi freschi maldiviani aiutano parecchio.
Perché le Maldive sono «dry»
La proibizione non è una bizzarria turistica ma una legge dello Stato, radicata nella religione: l'Islam è religione di Stato e il divieto di alcolici sulle isole abitate ne discende direttamente. Quando negli anni Settanta è nato il turismo, la soluzione fu geografica: i resort su isole private e disabitate, con licenza per servire alcol ai soli ospiti, e la vita maldiviana sulle isole abitate, separata e intatta. Nel 2009 le guesthouse hanno aperto le isole local ai viaggiatori, ma su questo punto la linea non si è spostata di un millimetro: l'ospite è benvenuto, le regole della comunità restano. È bene capirlo per quello che è: non un divieto contro i turisti, ma la normalità di casa loro.
Cosa significa in pratica sull'isola
La regola è semplice: niente alcol sull'isola local, in nesusn caso. Scordatevi i bar che preparano cocktail o i chioschetti dove prendere una birra; anche il vostro frigo in camera ne sarà sprovvisto. È inutile chiedere e sperare in favoritismi: bere non si può nemmeno in camera, a porte chiuse. Le normative valgono per il territorio stesso e le guesthouse sono categoriche. Qualsiasi domanda rivolta al vostro host non farà altro che fargli provare imbarazzo; sappiate che anche la carne di maiale, del resto, subisce lo stesso divieto. Se vi va di sbirciare tutte le regole e i comportamenti da seguire sulle isole - a cosa e a come ci si deve vestire per esempio o a quando inizia e finisce il Ramadan - c'è il pezzo ad hoc dedicato a usi e costumi alle Maldive.
"La prima volta pensavo sarebbe stato il dettaglio fastidioso della vacanza. La sera del terzo giorno ero sul molo con un succo di anguria ghiacciato a guardare le razze sotto le luci, e mi sono accorto che non ci stavo più pensando. Non è una conversione: tornato a casa bevo il mio vino. È che lì, semplicemente, non serviva a niente." Samuele Arcolace, fondatore di Maldivando
Dove si può bere legalmente
Le quattro strade legali
Dalla più semplice alla più strutturata.
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1Il segmento resort dentro il viaggio. La soluzione più pulita: qualche notte in un resort, dove l'alcol è servito con licenza regolare, come parte dell'itinerario. È la formula mista che consigliamo per le lune di miele e non solo, raccontata nella guida al viaggio di nozze: local prima, resort come gran finale, brindisi incluso.
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2Il day pass in un resort vicino. Molte isole local hanno resort a pochi minuti di barca che vendono giornate da visitatore: ingresso, spiaggia, pranzo e bar, in genere tra 100 e 250 euro a persona secondo il resort. Costa, ma per una giornata speciale (un compleanno, un anniversario) risolve con eleganza.
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3Il bar galleggiante. Vicino ad alcune isole, Maafushi su tutte, sono ancorate imbarcazioni con licenza che funzionano da bar: un gommone fa la spola dal molo, si beve a bordo in acque dove il divieto non si applica, si rientra. Non è un locale elegante, è una barca con la birra fredda: come esperienza fa quasi più ridere che altro, e per molti è esattamente il punto.
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4Le crociere e i safari boat. Le barche da crociera con licenza servono alcolici una volta in navigazione. Se il tuo viaggio include un'escursione lunga o qualche notte in barca, il bicchiere al tramonto in mezzo all'oceano è compreso nello scenario. Da verificare al momento della prenotazione, perché non tutte le imbarcazioni hanno la licenza.
Il capitolo che nessuno scrive: la settimana analcolica
Ora arriva la parte controintuitiva, raccontata come un ritornello da chi ci è già stato: dopo un paio di giorni, la questione svanisce. È una questione di contesto: giornate che iniziano alle sei con lo snorkeling, un sole equatoriale che già di suo disidrata, e serate che finiscono alle dieci perché domani c'è l'uscita con le mante. L'alcol, in un ritmo del genere, fatica a trovare posto. E poi c'è un sostituto all'altezza: i succhi freschi delle guesthouse, spremuti lì per lì (anguria, mango, papaya, oppure il cocco verde aperto col machete su due piedi), che con 32 gradi all'ombra vincono a mani basse su qualsiasi birra. Nessuno ti chiede di crederci sulla parola: è quella parte del viaggio che capisci fino in fondo solo quando sei lì.
Se il drink conta, scegli l'isola giusta
Tre isole dove il divieto pesa meno, tra floating bar e resort a portata di gommone.
Gli errori da non fare sul tema alcol
I cinque classici
Quattro si commettono per ignoranza della regola, uno per averla capita male.
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1Comprare alcol al duty-free in andata. La bottiglia finisce in custodia doganale a Velana e la rivedi alla partenza. Se l'idea era il brindisi in guesthouse, non funziona: non comprare proprio, oppure compra al duty-free del rientro, quando le Maldive sono ormai alle spalle.
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2Nasconderla in valigia «tanto chi controlla». Controllano, con scanner e con esperienza. Trasformare una regola scomoda in un'infrazione doganale in un paese straniero è un pessimo affare: la differenza tra una vacanza e una disavventura sta tutta in quel gesto.
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3Chiedere in giro sull'isola se «qualcuno ha qualcosa». Mette in imbarazzo chi riceve la domanda e in cattiva luce chi la fa. Il mercato nero dell'alcol sulle isole esiste ai margini, ma è illegale per te e molto più rischioso per il maldiviano coinvolto. Le strade legali ci sono: usale.
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4Tornare dal floating bar o dal resort sopra le righe. Bere legalmente al largo e poi attraversare il villaggio a mezzanotte cantando è il modo più rapido per rovinare il rapporto con l'isola. La regola non scritta: quello che succede in barca resta in barca, si rientra composti.
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5Scoprire il divieto dopo aver prenotato. L'errore a monte di tutti: prenotare dieci notti su un'isola local dando per scontato il mojito al tramonto, e viverla come una truffa. Se il bicchiere serale è parte irrinunciabile della tua idea di vacanza, la soluzione esiste e si chiama formula mista: va solo decisa prima, non scoperta dopo.