La prima tartaruga la vedi quasi sempre per caso. Stai facendo snorkeling sopra il reef, segui un pesce pappagallo, e a un certo punto ti accorgi che quella roccia coperta di alghe a venti metri da te si sta muovendo. Poi si stacca dal fondo, allunga il collo, dà due colpi di pinna lenti e sale verso la superficie a respirare passandoti accanto come se non esistessi. Quel momento non lo dimentichi più.
Le tartarughe marine sono uno dei pochi grandi animali delle Maldive che puoi incontrare senza barca, senza escursione e senza fortuna particolare: vivono sui reef di casa di molte isole local, le stesse a cui arrivi a nuoto dalla spiaggia. Non migrano col plancton come gli squali balena, non si concentrano in un solo atollo come le mante a Hanifaru. Sono lì, residenti, tutto l'anno.
In oltre trenta isole visitate ne ho incontrate a decine, e ho imparato che la differenza tra «ho visto una tartaruga» e «ho passato dieci minuti accanto a una tartaruga» non è la fortuna: è scegliere l'isola giusta e comportarsi nel modo giusto. Questa guida è quello: dove vederle alle Maldive, quali isole local hanno i reef migliori, come avvicinarle senza farle scappare, e perché spesso non serve nemmeno l'escursione.
- Dove: sui reef di casa (house reef) di molte isole local: niente barca necessaria. Basi consigliate: Thoddoo (tartarughe quasi garantite davanti alla bikini beach), Ukulhas, Bodufolhudhoo, Omadhoo.
- Quando: tutto l'anno. Le tartarughe sono residenti, non stagionali. Cambia solo la visibilità dell'acqua: migliore nella stagione secca (novembre-aprile).
- Come: in snorkeling dalla spiaggia o con una breve uscita in barca. Non serve il brevetto sub: le tartarughe stanno tra la superficie e i 10-15 metri.
- Quali specie: tartaruga verde (erbivora, più grande) e tartaruga embricata o hawksbill (mangia spugne, in pericolo critico).
- Pericolosità: zero. Sono timide e pacifiche: il rischio sei tu per loro, non il contrario.
- Regola che conta: non toccarle e non inseguirle. Una tartaruga rilassata resta; una infastidita scappa in trenta secondi.
Verde o embricata: le due tartarughe che incontri
Alle Maldive convivono cinque specie di tartaruga marina, ma due sole le incontri davvero facendo snorkeling. La tartaruga verde (Chelonia mydas) è la più grande e la più comune: da adulta supera il metro di carapace, è erbivora e la trovi spesso ferma sul fondo a brucare alghe e fanerogame, il che la rende facilissima da osservare con calma. La tartaruga embricata (Eretmochelys imbricata, in inglese hawksbill) è più piccola e ha il muso appuntito a becco: si muove di più, frugando tra i coralli in cerca di spugne, ed è la più preziosa da incontrare perché è in pericolo critico di estinzione.
Le tartarughe delle Maldive in numeri
Rettili marini, non pesci né mammiferi: respirano aria e tornano in superficie.
Riconoscere quale hai davanti non è solo curiosità da naturalisti: cambia il comportamento. Una verde che bruca sul fondo ti concede minuti interi se resti immobile a distanza; un'embricata che caccia tra i coralli si sposta di continuo e ti chiede pazienza per seguirla senza incalzarla. In entrambi i casi vale la stessa regola d'oro: tu ti adatti a lei, mai il contrario.
House reef o escursione: dove vederle davvero
Qui sta la differenza più grande rispetto agli squali balena o alle mante, e quasi nessuno te la spiega prima di partire. Le tartarughe non hanno bisogno di un'escursione organizzata: vivono sui reef di casa delle isole, cioè la barriera corallina che circonda l'isola stessa e che raggiungi a nuoto dalla spiaggia. Sull'isola giusta puoi uscire in maschera e pinne dopo colazione, nuotare fino al bordo del reef, e trovarne una nella prima mezz'ora: senza pagare nulla, senza orari, senza barca.
L'escursione in barca ha senso in due casi: se l'isola dove alloggi ha un reef di casa povero o lontano, oppure se vuoi raggiungere un punto specifico noto per la concentrazione di tartarughe (alcuni reef esterni e secche ne ospitano in numero sorprendente). Ma se scegli bene l'isola, l'escursione diventa un di più, non una necessità. Per questo la decisione vera la prendi prima di partire, quando scegli dove dormire.
Le migliori isole local per le tartarughe
Non tutte le isole local sono uguali per le tartarughe: contano la qualità del reef di casa, la sua distanza dalla riva e la presenza di una popolazione stabile. Le quattro che consiglio di più stanno tutte nell'atollo di Ari, dove i reef sono tra i più vivi e accessibili del paese.
Se le tartarughe sono il motivo per cui parti, la prima isola che ti indico è Thoddoo. Il reef davanti alla bikini beach è il posto più affidabile che conosca per incontrarle: entri dalla spiaggia, nuoti pochi minuti fino al bordo del reef e le trovi lì, spesso più di una nella stessa uscita. Non è il colpo di fortuna di una mattina fortunata, è la normalità dell'isola: a Thoddoo le tartarughe si vedono praticamente sempre, ed è il motivo per cui la consiglio anche a chi non ha mai messo la testa sott'acqua. Il resto dell'isola non è un ripiego: una delle bikini beach più ampie e belle delle local, le piantagioni di frutta nell'entroterra, e lo speedboat diretto da Malé senza incastri di voli interni.
Le altre tre sono classici dello snorkeling maldiviano. Ukulhas è la più nota: isola ecologica pioniera, ha un reef di casa a una trentina di metri dalla spiaggia con una colonia residente di tartarughe, oltre a innocui squaletti pinna nera e razze. Bodufolhudhoo è la piccola gemma dell'Ari Nord: reef strepitoso raggiungibile a nuoto dalla bikini beach, con aquile di mare e tartarughe sospese nel blu. Omadhoo, nell'Ari Sud, ha il reef di casa con il punteggio più alto del nostro comparatore: un vero acquario a cielo aperto dove gli incontri con le tartarughe sono quotidiani.
Le isole local con i reef migliori per le tartarughe
Quattro house reef vivi e accessibili a nuoto dalla spiaggia, nell'atollo di Ari.
Quando andare (e perché conta meno di quanto pensi)
Per le tartarughe non esiste una «stagione». Sono animali residenti: vivono sullo stesso reef tutto l'anno, estate e inverno, stagione secca e monsone. Questo è il vantaggio rispetto a quasi ogni altro grande animale marino: non devi incastrare il viaggio in una finestra precisa. Quello che cambia con le stagioni non è la loro presenza, ma la visibilità dell'acqua, che rende lo snorkeling più o meno piacevole.
Come avvicinarle senza farle scappare
Le tartarughe sono timide ma curiose. Una tartaruga rilassata continua a brucare o a nuotare anche con te a pochi metri; una tartaruga che si sente minacciata stringe il collo, accelera e in trenta secondi è sparita oltre il drop-off dove non puoi seguirla. La differenza tra i due scenari la determini quasi sempre tu, con il modo in cui ti avvicini.
Il principio è controintuitivo: per stare più vicino a una tartaruga devi muoverti di meno. Niente bracciate forti, niente inseguimenti, niente di che le si pari davanti. Galleggi, osservi, e lasci che sia lei a decidere quanto avvicinarsi. Spesso, se resti calmo, è la tartaruga stessa a salire verso la superficie a respirare passandoti accanto.
Avvicinare una tartaruga, passo per passo
Vale dalla spiaggia come in escursione.
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1Avvistala da lontano e rallenta subito. Appena la vedi, smetti di nuotare con forza. Le tartarughe percepiscono il movimento e le vibrazioni: arrivare lanciati è il modo più sicuro per farla scappare prima ancora di esserti avvicinato.
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2Avvicinati di lato, mai dall'alto o di fronte. Un'ombra che scende dall'alto o un corpo che le si para davanti la leggono come una minaccia. Avvicinati lentamente di fianco, restando nel suo campo visivo senza incombere.
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3Fermati a 2-3 metri e galleggia. Non serve avvicinarsi di più. Da quella distanza vedi tutto (il disegno del carapace, gli occhi, le pinne) senza stressarla. Se è tranquilla, sarà lei a ridurre le distanze.
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4Mai tra la tartaruga e la superficie. Le tartarughe respirano aria: devono poter risalire quando vogliono. Mettersi sopra di lei, bloccandole la via verso l'alto, è l'errore che le fa andare nel panico. Lascia sempre la colonna d'acqua libera.
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5Niente mani, niente flash, niente rumore. Non toccarla mai, non usare il flash della GoPro, non gridare ai compagni quando la vedi. Il contatto le danneggia il carapace e lo stress la fa scappare: in entrambi i casi l'incontro finisce.
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6Concedile l'uscita. Quando inizia a nuotare via, lasciala andare senza inseguirla. Se l'hai rispettata, sull'house reef giusto la ritrovi il giorno dopo, magari più confidente.
Le regole che contano (proteggono la tartaruga, e l'incontro)
Le tartarughe marine sono protette in tutte le Maldive: disturbarle, toccarle o raccoglierne uova e gusci è vietato per legge. Ma al di là della norma, le regole di buon senso sono la condizione perché queste popolazioni restino sul reef invece di abbandonarlo. Un reef dove i turisti inseguono e toccano le tartarughe è un reef dove, nel giro di qualche stagione, le tartarughe non si fanno più vedere.
Regole di avvicinamento
Per lo snorkeling con le tartarughe, dalla spiaggia o in escursione.
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Non toccare mai la tartarugaIl contatto rimuove lo strato protettivo del carapace e la stressa. Oltre a essere vietato, ti fa perdere l'incontro all'istante.
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Mantieni almeno 2-3 metri di distanzaAbbastanza vicino per vedere tutto, abbastanza lontano da non incombere. Se vuole, è lei ad avvicinarsi.
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Non metterti mai tra lei e la superficieDeve poter risalire a respirare quando vuole. Bloccarle la via verso l'alto è ciò che la fa andare nel panico.
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Non inseguirla se nuota viaInseguire una tartaruga la stressa e la allontana dal reef. Lasciala andare: il rispetto è ciò che la fa restare.
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Niente flash fotograficoIl flash disturba l'animale. Usa la luce naturale o la modalità adatta alle basse luci.
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Non darle da mangiareNutrire le tartarughe ne altera il comportamento naturale e la dieta. Si nutrono da sole, di alghe o spugne.
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Solo creme solari biodegradabili (o muta)Le formulazioni chimiche danneggiano il reef di cui le tartarughe vivono. Su molte isole local sono già vietate.
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Riporta a riva tutto quello che porti in acquaLe tartarughe scambiano i sacchetti di plastica per meduse e li ingeriscono. Niente plastica in mare, mai.
Vale la pena? E gli errori da evitare
Detto senza giri: per le tartarughe le probabilità sono altissime, molto più che per squali balena o mante. Su un'isola local con un buon reef di casa, in una settimana ne incontri quasi certamente: spesso più di una, spesso lo stesso giorno dell'arrivo. Non è un'esperienza che si compra e si prenota: è qualcosa che capita, ripetutamente, se sei sull'isola giusta e sai cosa cercare.
La qualità dell'incontro, però, dipende da te e dal reef. Una tartaruga avvistata di sfuggita mentre scappa vale molto meno di dieci minuti passati a guardarne una che bruca tranquilla. La differenza la fanno l'isola che scegli, l'ora in cui esci e, soprattutto, il modo in cui ti avvicini. Ecco gli errori che vedo ripetere più spesso.
Gli errori che rovinano l'incontro
I più comuni, isola dopo isola.
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1Scegliere l'isola senza guardare il reef di casa. Molte isole local hanno reef poveri o lontani dalla riva. Se le tartarughe sono una priorità, scegli l'isola in base alla qualità dell'house reef, non solo alla spiaggia o al prezzo.
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2Inseguire la tartaruga per avvicinarsi. È il modo più sicuro per non vederla più. Più la rincorri, più scappa. Rallenta, fermati, lascia che sia lei a decidere: paradossalmente così ci stai più vicino e più a lungo.
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3Uscire nelle ore o nei punti sbagliati. Sui reef poco profondi le tartarughe sono più attive e visibili nelle ore di luce piena. Chiedi alla guesthouse l'orario e il tratto di reef migliore: lo conoscono meglio di qualsiasi guida online.
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4Non saper galleggiare e respirare con calma. Chi non è a suo agio con maschera e boccaglio si agita, fa rumore e spaventa l'animale. Se non nuoti spesso, fai un po' di pratica in acqua bassa prima: cambia tutto.
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5Volere la foto a ogni costo. Chi pensa solo allo scatto si avvicina troppo, usa il flash, blocca la tartaruga. Vivi prima l'incontro, fotografa dopo e da lontano: le immagini migliori vengono quando l'animale è a suo agio.